M.A.IND.HomeFiltrococlea Trasportatori a Coclea Depurazione Acque Reflue Trattamento Acque Reflue Trattamento Bottini Lavaggio Sabbie Griglie per Depurazione Acque Reflue Griglie per Trattamento Acque Reflue Trattamento Acque Acque Reflue Coclea Depurazione Acque Azienda M.A.IND. News M.A.IND. Prodotti M.A.IND. |
M.A.IND. Trattamento acque reflueSi definisce Trattamento delle acque reflue il processo di rimozione dei contaminanti da un acqua reflua, ovvero un effluente che è stato contaminato da degli inquinanti organici o inorganici. Tale processo può essere la combinazione di uno o più processi chimici, fisici e biologici e il suo obiettivo è di produrre un effluente chiarificato che possa essere reimmesso nell'ambiente e dei rifiuti solido (detti fanghi di depurazione) che dovrà essere smaltito a parte. I fanghi di depurazione sono spesso contaminati con sostanze tossiche e pertanto devono essere smaltiti in discariche speciali. Solitamente un impianto di trattamento delle acque reflue comprende tre stadi, chiamati trattamento primario, secondario e terziario. Per prima cosa i solidi sospesi presenti vengono separati dall'effluente. Quindi la materia biologica disciolta è progressivamente convertita in una massa solida tramite l'utilizzo di batteri. Infine i fanghi di depurazione ottenuti vengono stabilizzati e smaltiti, mentre l'effluente chiarificato viene disinfettato chimicamente o fisicamente (ad esempio tramite lagunaggio o microfiltrazione). L'effluente finale può essere scaricato in un fiume, un lago, uno stagno o nel mare, o può essere usato per l'irrigazione. Se sufficientemente pulito può anche essere usato per rifornire le falde acquifere sotterranee. Questo sito ha lo scopo di venire in aiuto a tutti coloro che hanno problemi legati all'acqua, il nostro obiettivo è quello di spiegare tutti i vari metodi ti trattamento delle acque e relativi impianti, creando un punto di riferimento per clienti e professionisti che vogliono ottenere informazioni e consulenze gratuite. Dopo anni di esperienza vantiamo un ottima conoscenza di tutte le tecnologie a disposizione per il settore della depurazione delle acque siamo in grado di fornire il nostro aiuto nella progettazione e nella realizzazione degli impianti trattamento acque reflue e acque primarie. Disponiamo di tecnici altamente specializzati idonei a seguire gli impianti dal momento della loro progettazione ed in seguito mediante interventi di manutenzione programmata. Acquaria è in grado di fornire tutta la consulenza necessaria sia nella progettazione delle vasche che nella scelta della migliore soluzione tecnica tenendo sempre come riferimento il rapporto qualità/prezzo.
Trattamenti quaternariVengono così indicati quei trattamenti acque reflue eventualmente effettuati a valle dell’impianto di depurazione vero e proprio, per migliorare ulteriormente la qualità degli scarichi (affinazione).Tali trattamenti, già sperimentati con successo in varie parti del mondo, consistono essenzialmente in:
Questi processi consentono di migliorare notevolmente le caratteristiche degli scarichi soprattutto nei confronti di:
e rendere possibile il loro parziale o totale riutilizzo, anche alla luce di quanto contenuto nella L. 36/94 (legge Galli).
LINEA FANGHILa maggior parte dei processi di trattamento delle acque di scarico dà luogo alla produzione di fanghi.I principali trattamenti dei fanghi sono l’ispessimento e la digestione dei fanghi. Smaltimento dei fanghiQuesto è uno dei principali problemi del sistema fognario provinciale. Le difficoltà connesse al conferimento finale dei fanghi digeriti e stabilizzati in discariche ed i costi relativi, sempre elevati, condizionano sovente l’intero processo depurativo.Difficoltà e costi che potrebbero essere assai più contenuti se i fanghi, naturalmente quando rispondenti agli specifici requisiti fissati dal PRRA, potessero essere riutilizzati in agricoltura, come avviene pressoché ovunque nel mondo. Fortunatamente tale conferimento che, tra l’altro, rappresenta la "chiusura" naturale di un ciclo che prevalentemente trae origine proprio dall’agricoltura, è in deciso incremento, in provincia, anche per gli impianti maggiori (come quello di Padova). Il ché rappresenta un notevole vantaggio sia dal punto di vista ecologico che economico. Le attività sociali, produttive e ricreative,principalmente in ambito urbano, richiedono ed utilizzano una grande quantità di acqua. La conseguenza diretta dell'utilizzo dell'acqua è la produzione di scarichi che, per poter essere restituiti all'ambiente, devono necessariamente essere sottoposti ad un trattamento depurativo. Le acque reflue urbane, che in passato contenevano quasi esclusivamente sostanze biodegradabili, presentano attualmente maggiori problemi di smaltimento a causa della presenza sempre più ampia di composti chimici di origine sintetica, impiegati prevalentemente nel settore industriale. Il mare, i fiumi ed i laghi non sono in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria capacità autodepurativa senza vedere compromessa la qualità delle proprie acque ed i normali equilibri dell'ecosistema. E' evidente quindi la necessità di depurare le acque reflue attraverso sistemi di trattamento che imitino i processi biologici che avvengono naturalmente nei corpi idrici (la depurazione risulta però molto più veloce negli impianti rispetto ai corsi d'acqua, grazie alla tecnologia ed all'energia impiegata). Il trattamento del refluo è tanto più spinto quanto più i corpi idrici recettori (mari, fiumi, laghi, etc.) risultano a rischio di inquinamento permanente. Processi di baseLa depurazione attraverso trattamenti biologici sfrutta tecnologie basate essenzialmente su fenomeni naturali fatti svolgere in ambienti creati artificialmente, in modo che i parametri che regolano tali processi possano essere controllati in maniera ottimale. La depurazione biologica è un processo che ha come principali protagonisti comunità di organismi viventi. Sia in ambiente naturale (autodepurazione) che artificiale (impianto di trattamento), l'azione di popolazioni microbiche diverse e in cooperazione tra loro porta alla degradazione delle sostanze inquinanti presenti nelle acque, attraverso processi di mineralizzazione e di raccolta in un materiale semisolido (fango) che in seguito può essere separato dalle acque per sedimentazione. La comunità di microrganismi, utile al processo di depurazione, è costituita principalmente da batteri e da una variegata microfauna, che in parte sono già presenti nel liquame da trattare, in parte provengono dall'ambiente circostante. Lo sviluppo e la crescita di questa comunità biologica sono determinati dalla sostanza organica contenuta nel liquame da depurare; si forma quindi una catena alimentare del detrito, all'interno di quello che è definibile come un ecosistema artificiale.Un obiettivo: il riusoA prescindere dalla necessità dei processi depurativi dal punto di vista dell'impatto ambientale, una corretta gestione del ciclo dell'acqua prevede l'applicazione delle conoscenze tecnologiche esistenti per il conseguimento di obiettivi socialmente ed economicamente utili, quali la tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei e la corretta gestione della risorsa acqua.Il riutilizzo delle acque reflue depurate può essere considerato un espediente innovativo ed alternativo nell'ambito di un uso più razionale della risorsa idrica. Il vantaggio economico del riutilizzo risiede nel fornire alla comunità un approvvigionamento idrico, almeno per alcuni usi per i quali non si richieda acqua di elevata qualità, a costi più bassi, poiché il riciclo costa meno dello smaltimento. Un notevole passo avanti è stato fatto con la pubblicazione del Decreto del 12 giugno 2003, n. 185 "Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152" per la depurazione e la distribuzione delle acque reflue al fine del loro recupero e riutilizzo in campo domestico industriale e urbano. Il decreto stabilisce le norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue domestiche, urbane ed industriali attraverso la regolamentazione delle destinazioni d'uso e dei relativi requisiti di qualità, ai fini della tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche, limitando il prelievo delle acque superficiali e sotterranee, riducendo l'impatto degli scarichi sui corpi idrici recettori e favorendo il risparmio idrico mediante l'utilizzo multiplo delle acque reflue. In particolare, il provvedimento indica tre possibilità di riutilizzo di queste acque recuperate: in campo agricolo per l'irrigazione, in campo civile per il lavaggio delle strade, per l'alimentazione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento e per l'alimentazione delle reti duali di adduzione, in campo industriale per la disponibilità dell'acqua antincendio e per i lavaggi dei cicli termici. Per poter riutilizzare l'acqua per uno qualsiasi di questi scopi, si deve comunque raggiungere un certo grado di qualità, soprattutto igienico-sanitaria. I trattamenti di tipo convenzionale non sono quasi mai sufficienti e quindi la tecnologia si sta orientando verso la messa a punto di nuovi sistemi alternativi di trattamento terziario e di disinfezione, finalizzati all'ottenimento di un elevato grado di qualità dell'acqua, attraverso l'abbattimento della carica microbica, dei nutrienti e delle sostanze tossiche. Nello scenario dei vantaggi e delle prospettive future che può offrire il riciclo delle acque usate, si collocano pertanto nuove tecnologie che cercano di ottenere processi efficienti a garanzia di un approvvigionamento di acqua depurata a costi contenuti |
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